Le visioni

Entra nelle visioni dei giovani partecipanti al progetto, pronti a offrirti uno sguardo inedito su alcuni dei reperti custoditi al Museo Egizio.
Esplora con i loro occhi le sale dedicate a Deir el-Medina.

Storie e suggestioni contemporanee si intrecciano con un passato millenario.
Scopri i reperti in collezione che hanno ispirato i loro racconti personali.

Doppia scacchiera: gioco dei venti e gioco della Senet

Visione di: Dexter Chiurazzi

Giocare. Sì, giocare. Ma a che scopo? Quale è la posta, l’obiettivo? Cosa si vince esattamente? E se in palio ci fosse il futuro, la definizione del sé? Una riflessione lucida e ironica che riattualizza il misterioso significato di un antichissimo gioco da tavola… 

Statuetta di Tauret

Visione di: Anna Messina

Protegge i suoi cuccioli, prima ancora che vengano al mondo. Lo fa con il piglio e la possenza di una dea, mostrandosi in tutta la sua minacciosità, tenendo lontani i pericoli.I bambini sono da sempre creature inermi e fragili, facili prede, facili vittime. Avremmo forse bisogno anche oggi di Tauret “La grande”?

Stele votiva dedicata alla dea Nebethetep

Visione di: Silvia Giannone Codiglione

Una piccola stele. Due paia di orecchie con i lobi forati. Un defunto invoca insistentemente la generosità di una dea serpente. L’ascolto di tutte le preghiere diventa assordante… Ma anche gli dei, sovrastati dalle richieste di aiuto dei fedeli, a volte, si ribellano.

Scatola con dedica al sovraintendente Kha

Visione di: Luigi Fratta Pasini

Un invito a esplorare le sale del Museo con lo sguardo di un bambino curioso. Lasciarsi sorprendere da oggetti dalle funzioni a noi ignote, osservarne forme e colori… ipotizzarne l’uso. Conquistare nuove risposte e non solo trovare conferme su ciò che si conosce già. Assaporando il piacere della scoperta.

 

Stele di Qen

Visione di: Davide Bottero

Lo scultore, lo scriba dei contorni, il padre è morto. C’è chi, dall’alto, attende pazientemente che i rituali si concludano; che il dolore che strappa i capelli e fa cedere le gambe faccia il suo corso. Un unico imperativo: non dimenticare! Perché la memoria è l’ingrediente segreto per l’eternità.

 

Flauto

Visione di: Maria Del Carmen Escobar Quinte

I suoni galleggiano nell’aria e danno forma allo spazio e alle sensazioni. Una passeggiata sonora e visiva attraverso ambienti che ci trasportano in atmosfere senza tempo, tanto antiche quanto contemporanee. Poi qualcuno o qualcosa invoca il silenzio e, improvvisamente, tutto si ferma. 

 

Ostrakon figura femminile

Visione di: Ilaria Garofano

Un viaggio lungo 3000 anni attraverso la rappresentazione del corpo femminile nella storia dell’arte. Da un disegno egizio, passando per Tiziano, Picasso ed Helmut Newton.

Ostrakon

Visione di: Matteo Cinquetti

In una afosa giornata di maggio, l’incontro con un antichissimo reperto riaccende un ricordo d’infanzia ormai sepolto. La storia di una profonda passione che continua ad ardere ancora.

Maschera funeraria di Merit

Visione di: Francesco Prestianni

Due occhi intensi, profondi. Uno sguardo fisso sui secoli attira l’attenzione. Cosa affascina e seduce? Forse quello sguardo rimanda alla memoria altri scenari, allargando il campo delle interpretazioni e delle sensazioni che si possono provare in un museo.

 

Bracciali di Kha

Visione di: Delia Bertolino

Due bracciali antichissimi attraversano i secoli fino ai giorni nostri. Una ragazza, osservandoli, torna bambina. Emerge un ricordo delicato e personale inerente le sue odierne passioni.

 

 

Bastone di Kha

Visione di: Manuele Cometto

Due bastoni, provenienti da epoche lontane e diverse, si incontrano, si confrontano e dialogano su storie, simboli e funzioni antiche e contemporanee.

 

Papiro Canti del boschetto

Visione di: Nicola Narducci

Frammenti di un papiro, intitolato Il lascito di Seshen, raccontano il seguito dei Canti del boschetto. Un sequel immaginario che ci permette di conoscere meglio la storia di Seshen, proprietaria del giardino dove sono ambientate le liriche originali conservate al Museo.

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