Le visioni

Entra nelle visioni dei giovani partecipanti al progetto, pronti a offrirti uno sguardo inedito su alcuni dei reperti custoditi al Museo Egizio.
Esplora con i loro occhi le sale dedicate a Deir el-Medina.

Storie e suggestioni contemporanee si intrecciano con un passato millenario.
Scopri i reperti in collezione che hanno ispirato i loro racconti personali.

Beauty case di Merit

Visione di: Elisa Braccia

Un viaggio nel concetto di bellezza partendo dal beauty-case di Merit e dal modo in cui la sua civiltà ha di concepire questa qualità astratta, fino alla nostra e attuale considerazione di essa.

Conserva di Carrube

Visione di: David Mihaescu

Un antico papiro ritrovato nella sala cucina del Faraone ci svela una semplice ricetta di confettura di carrube da conservare per tempi di carestia.

Ascia recante il monogramma di Kha sulla faccia superiore della lama

Visione di: Noemi Sara Llerena Ñahuincopa

Strumento di lavoro egiziani, Utilizzato come attività lavorativa. Ci sono molti tipi di lavoro nel mondo ma non lavoriamo quasi mai per noi stessi. Ricorda che essere felice non è un’opzione è una scelta. È già un lavoro che non è facile, ma sta a te lavorarci e farti stare bene.

Sarcofago per Ushabty tomba di Kha

Visione di: Maria Giulia Rossella

“All for one”, un motto che si presta a libere interpretazioni.

Stele di Meretseger

Visione di: Chiara Belmonte, Gaia Gunetti, Gianluigi Barbuto

La Dea Meretseger invita dei giovani visitatori del Museo Egizio a fare silenzio.

Ostrakon figurato con rappresentazione di una ballerina

Visione di: Monia Dodaro

Un’artista del passato incontra un’artista del presente e, attraverso secoli di storia, scoprono di non essere poi così diversi.

Ostrakon figurato

Visione di: Flavio Belfiore

La storia degli Ostrakon, frammenti di terracotta che diventano campo di prova per artisti.

Letto di Merit

Visione di: Clara Villani

Una ragazza si sveglia e inizia a pensare a quella passeggiata che aveva fatto in montagna in piena estate dove aveva visto delle foglie secche autunnali che riempivano  il sentiero, queste le avevano fatto impressione perché era assurdo che durante la calda estate ci fossero delle foglie autunnali. La riflessione sull’eco ansia parte dalle foglie sotto al letto di Merit che le suscitano riflessioni e pensieri.

 

Ghirlanda di fiori posta al collo del sarcofago intermedio di Kha

Visione di: Nigidi

Young girl with colorful veil narrates trough poetry the beauty of a growing lotus. Giovane ragazza con velo colorato racconta la bellezza della crescita di un fiore di loto tramite una poesia.

 

Stele di Maya

Visione di: Martina Rotlando

Ideogrammi e geroglifici, Oriente o Occidente a confronto; lievi tratti di pennello e di scalpello raccontano storie legate all’offerta. Penso di aver trovato una connessione.

 

Frammenti di pigmento blu

Visione di: Vanessa Rotlando

Dei frammenti di pigmento egiziani usati come sassolini da lanciare e/o dei gessetti per disegnarci qualcosa per terra. A che scopo? Per giocare. La protagonista ci svela qual è il segreto di ogni gioco passato, presente e futuro: la fantasia e tanto divertimento.

 

Vaso Canopo con coperchio a testa umana a nome di Amenemhebù

Visione di: Erika Visconti

Pavlova, piccola testa di vaso dalle grandi ambizioni, si avventura nel Museo Egizio alla ricerca di ispirazioni e segreti per raggiungere e realizzare il suo più grande sogno: DIVENTARE SOVRANA ASSOLUTA DEL MONDO.

Durante la sua missione, si imbatte, così, nei vasi canopi, custodi di un importante segreto. Quale sarà il segreto per la vita eterna e per un regno longevo?

Letto di Kha

Visione di: Chiara Poet

Una giovane ragazza che soffre di insonnia di fronte ad un letto con più di 3000 anni di storia, si interroga se anche nell’Antico Egitto avessero paura di addormentarsi.

 

Doppia scacchiera: gioco dei venti e gioco della Senet

Visione di: Dexter Chiurazzi

Giocare. Sì, giocare. Ma a che scopo? Quale è la posta, l’obiettivo? Cosa si vince esattamente? E se in palio ci fosse il futuro, la definizione del sé? Una riflessione lucida e ironica che riattualizza il misterioso significato di un antichissimo gioco da tavola… 

Statuetta di Tauret

Visione di: Anna Messina

Protegge i suoi cuccioli, prima ancora che vengano al mondo. Lo fa con il piglio e la possenza di una dea, mostrandosi in tutta la sua minacciosità, tenendo lontani i pericoli.I bambini sono da sempre creature inermi e fragili, facili prede, facili vittime. Avremmo forse bisogno anche oggi di Tauret “La grande”?

Stele votiva dedicata alla dea Nebethetep

Visione di: Silvia Giannone Codiglione

Una piccola stele. Due paia di orecchie con i lobi forati. Un defunto invoca insistentemente la generosità di una dea serpente. L’ascolto di tutte le preghiere diventa assordante… Ma anche gli dei, sovrastati dalle richieste di aiuto dei fedeli, a volte, si ribellano.

Scatola con dedica al sovraintendente Kha

Visione di: Luigi Fratta Pasini

Un invito a esplorare le sale del Museo con lo sguardo di un bambino curioso. Lasciarsi sorprendere da oggetti dalle funzioni a noi ignote, osservarne forme e colori… ipotizzarne l’uso. Conquistare nuove risposte e non solo trovare conferme su ciò che si conosce già. Assaporando il piacere della scoperta.

 

Stele di Qen

Visione di: Davide Bottero

Lo scultore, lo scriba dei contorni, il padre è morto. C’è chi, dall’alto, attende pazientemente che i rituali si concludano; che il dolore che strappa i capelli e fa cedere le gambe faccia il suo corso. Un unico imperativo: non dimenticare! Perché la memoria è l’ingrediente segreto per l’eternità.

 

Flauto

Visione di: Maria Del Carmen Escobar Quinte

I suoni galleggiano nell’aria e danno forma allo spazio e alle sensazioni. Una passeggiata sonora e visiva attraverso ambienti che ci trasportano in atmosfere senza tempo, tanto antiche quanto contemporanee. Poi qualcuno o qualcosa invoca il silenzio e, improvvisamente, tutto si ferma. 

 

Ostrakon figura femminile

Visione di: Ilaria Garofano

Un viaggio lungo 3000 anni attraverso la rappresentazione del corpo femminile nella storia dell’arte. Da un disegno egizio, passando per Tiziano, Picasso ed Helmut Newton.

Ostrakon

Visione di: Matteo Cinquetti

In una afosa giornata di maggio, l’incontro con un antichissimo reperto riaccende un ricordo d’infanzia ormai sepolto. La storia di una profonda passione che continua ad ardere ancora.

Maschera funeraria di Merit

Visione di: Francesco Prestianni

Due occhi intensi, profondi. Uno sguardo fisso sui secoli attira l’attenzione. Cosa affascina e seduce? Forse quello sguardo rimanda alla memoria altri scenari, allargando il campo delle interpretazioni e delle sensazioni che si possono provare in un museo.

 

Bracciali di Kha

Visione di: Delia Bertolino

Due bracciali antichissimi attraversano i secoli fino ai giorni nostri. Una ragazza, osservandoli, torna bambina. Emerge un ricordo delicato e personale inerente le sue odierne passioni.

 

 

Bastone di Kha

Visione di: Manuele Cometto

Due bastoni, provenienti da epoche lontane e diverse, si incontrano, si confrontano e dialogano su storie, simboli e funzioni antiche e contemporanee.

 

Papiro Canti del boschetto

Visione di: Nicola Narducci

Frammenti di un papiro, intitolato Il lascito di Seshen, raccontano il seguito dei Canti del boschetto. Un sequel immaginario che ci permette di conoscere meglio la storia di Seshen, proprietaria del giardino dove sono ambientate le liriche originali conservate al Museo.

Voglio partecipare!